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la Valle dell’Inferno: un’escursione nel cuore d’Abruzzo

Dati Tecnici

  • Difficoltà: EE
  • Dislivello totale: 1500 m circa
  • Durata complessiva: 6.00/8.00 ore
  • Lunghezza: 18 km circa (20 km se si parte da Casale San Nicola)
  • Segnaletica: Segni bianco-rossi nella prima parte, giallo-rossi nella salita e di nuovo bianco-rossi nel tratto di discesa dal Monte Aquila al Vado di Corno.
tracciato casale san nicola-monte aquila per la valle dell'inferno

tracciato casale san nicola-monte aquila per la valle dell’inferno – fonte www.auaa.it

Un percorso che sfida l’escursionista: Il Paretone e la Valle dell’Inferno

L’itinerario conduce attraverso uno dei paesaggi più spettacolari e selvaggi del massiccio del Gran Sasso, con protagonista assoluto il maestoso Paretone. Lungo il tragitto verso la vetta, questa impressionante parete rocciosa svela gradualmente la sua complessità, mostrando scorci e dettagli affascinanti, spesso ignorati o poco noti. Tra le tappe memorabili figurano la Comba, il canale Hass-Acetelli, il canale Iannetta e la Farfalla, luoghi frequentati da pochi intrepidi alpinisti, dove il rischio e l’adrenalina si mescolano con emozioni uniche.

Questa natura aspra e incontaminata si percepisce lungo tutto il tragitto, in particolare nell’ascesa attraverso la Valle dell’Inferno, che culmina alla vetta del Monte Aquila. La cima regala una vista a 360° su ambienti straordinariamente diversi: dalle pareti rocciose agli altopiani, dai canaloni ripidi agli impianti sciistici. Un panorama mozzafiato che premia gli escursionisti più esigenti.

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Un sentiero tra storia e geologia

Il massiccio del Gran Sasso si erge come una barriera naturale attraversata da pochi passaggi, noti come “vadi”, utilizzati per secoli da pastori, greggi e pellegrini. Uno di questi percorsi storici è la via che collega Casale San Nicola al Vado di Corno, un’antica strada che univa la Valle Siciliana e la Valle dell’Aterno. Ancora oggi, lungo il sentiero, si possono osservare tratti scavati nella roccia, testimoni di un passato di intensa frequentazione.

Nel 1987, il CAI di Teramo inaugurò il primo Sentiero Geologico, un tracciato che attraversava la Valle dell’Inferno e includeva passaggi attrezzati con catene lungo pareti rocciose. Questo itinerario, tuttavia, è stato abbandonato per la sua pericolosità e oggi non è più ufficialmente manutenuto. La parte bassa è stata dismessa, ma il tratto superiore conserva ancora tracce del vecchio percorso, contraddistinte da segni giallo-rossi ormai sbiaditi.

 

Per i più esperti, il tratto attrezzato con catene e cavi d’acciaio rimane percorribile, ma con grande cautela: gli ancoraggi risalgono a oltre 25 anni fa e offrono una sicurezza limitata. Questo segmento è riservato a escursionisti esperti, che dovrebbero utilizzare i cavi solo in situazioni critiche.

La salita al Monte Aquila

L’itinerario inizia con un percorso classico, lungo i sentieri 212 e 212A, che conducono al rifugio Nino d’Arcangelo. Da qui si abbandona il sentiero principale per immergersi nella Valle dell’Inferno, seguendo le tracce del vecchio Sentiero Geologico. La salita include una breve sezione attrezzata, seguita da un ripido pendio che porta alla cima del Monte Aquila. Questo tratto finale, non segnalato, attraversa un canalino con passaggi di I grado e presenta rischio di caduta massi.

File:Campo Imperatore valley.jpg - Wikimedia Commons

Campo Imperatore valley.jpg – Wikimedia Commons

La vetta offre una vista eccezionale su tutta la regione del Gran Sasso, inclusa la piana di Campo Imperatore e il panorama che si estende fino ai Laboratori Nazionali del Gran Sasso. Qui, è possibile osservare anche l’imbocco del celebre traforo e i piloni del viadotto, che contrastano con il paesaggio naturale circostante.

Tra storia, natura e pastorizia

Il Monte Aquila non è solo una destinazione escursionistica, ma anche un luogo ricco di storia. Nel 1926, la cima fu “battezzata” ufficialmente dalla sezione del CAI, che celebrò l’importanza culturale e simbolica della montagna. Oggi, lungo il percorso, è possibile osservare vecchi stazzi pastorali, testimonianze della vita dura dei pastori che un tempo abitavano questi versanti.

 

L’area, oggi dominata da greggi di camosci che si stanno riappropriando del loro habitat, continua a evocare l’intreccio tra uomo e montagna, tra passato e presente. Per chi cerca un’ulteriore sfida, dalla vetta del Monte Aquila è possibile proseguire fino al Corno Grande, lungo la “Direttissima”, in uno degli itinerari più suggestivi dell’Appennino, con oltre 2000 metri di dislivello.

Un’avventura per i più esigenti

Questo percorso rappresenta un’esperienza unica per gli escursionisti appassionati, offrendo la possibilità di esplorare paesaggi selvaggi e incontaminati, ricchi di storia e contrasti. Tuttavia, richiede preparazione fisica, esperienza e attenzione, soprattutto nei tratti attrezzati e lungo le sezioni più impegnative. Un’avventura che lascerà sicuramente il segno in chiunque decida di affrontarla.

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