Matera è magica, affascinante, misteriosa. Lo è già di per sé. Ma lo diventa ancor di più quando si tinge di leggenda, come succede ogni anno nella notte tra l’1 e il 2 novembre.
Nel giorno della “commemorazione di tutti i fedeli defunti”, che i più conoscono come “il giorno dei morti”, andrebbe in scena a Matera un’inquietante e singolare passeggiata: la passeggiata delle anime.
Ma cosa racconta nello specifico questa leggenda? Scopriamolo insieme.
La passeggiata dei defunti
Le tradizioni e le leggende legate al Giorno dei Morti, in Italia, sono davvero molte. Una tra le più singolari riguarda proprio Matera, la città dei Sassi.
La commemorazione dei morti era davvero sentita, qui. Gli abitanti dei Sassi, e dunque di quegli antichissimi rioni scavati nel tufo, erano soliti raccogliersi in preghiera già nei giorni precedenti: per rispetto a chi non c’era più, evitavano di fare festa, di ballare, di cantare. Allestivano nelle chiese bare ricoperte da teli neri. Ma, nella notte tra l’1 e il 2 novembre, nessuno osava uscire di casa. Il motivo? Secondo la leggenda, quella notte uscivano tra i sassi le anime del Purgatorio che – partendo dal vecchio cimitero comunale – camminavano lentamente e silenziosamente tra i vicoli, con un cero tra le mani, per scomparire poi nel buio.
Uscire era quindi considerato “pericoloso”: ci si poteva imbattere in “malombre”, ed essere costretti a cambiare il proprio percorso. Oppure si poteva incontrare il misterioso “monaco vestito di bianco”, che si raccontava comparisse nella discesa verso le Scale di Sant’Antonio.

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Perché proprio i Sassi
Quale luogo più dei Sassi di Matera si presta ad essere oggetto di leggende, del resto? Coi loro labirinti e il loro silenzio, le ombre e le penombre, quel fascino antico e l’incredibile suggestione, sono oggi Patrimonio dell’Unesco. Ma a lungo, in passato, sono stati sinonimo di povertà e di degrado. Ecco dunque che, una passeggiata delle anime, non sembrava poi così impossibile qui.
Anche i cimiteri che si trovano in città, del resto, sono luoghi davvero unici. Basti pensare alla chiesa rupestre di Santa Lucia alle Malve, con la sua necropoli rocciosa sul tetto. È il Cimitero Barbarico, di cui Carlo Levi scriveva: “I morti stanno sopra i vivi”.
Ecco dunque che, Matera, è un’imperdibile meta da annotarsi sul taccuino della vita. Impossibile non visitarla, almeno una volta. Vorrebbe dire privarsi della bellezza dei suoi Sassi, di quel luogo unico che in Italia (e non solo) non ha eguali.

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