Il carnevale di Tricarico, caratterizzato da maschere di mucche e tori che rappresentano una mandria in transumanza, è una delle manifestazioni più importanti della Basilicata
Il Carnevale di Tricarico è una festa antica ancora molto sentita in Lucania, caratterizzato da spettacoli che rievocano l’antica transumanza, i riti di fertilità e il legame dell’uomo con la natura.
Si tratta di un legame forte, lo stesso che sentivano i popoli lucani di un tempo, dediti all’agricoltura e alla pastorizia e per questo profondamente dipendenti dai fenomeni naturali e connessi con la terra che forniva loro sostentamento.
Il Carnevale di Tricarico, in provincia di Matera, ha carattere simbolico e per questo è ancora molto sentito. Ecco perché tutta la popolazione partecipa volentieri alla sua preparazione.
Come si svolge il Carnevale di Tricarico
Il Carnevale di Tricarico comincia ogni anno il 17 gennaio, giorno di S. Antonio Abate, protettore degli animali. Si tratta di una data assolutamente non casuale, perché questa festa ruota tutta intorno al legame stretto tra i paesani e le bestie.
Infatti, le maschere tipiche rappresentano mucche e tori ricoperti di nastri colorati che sfilano per la città capitanati da un Vaccaro. Ogni maschera è dotata di un campanaccio, sono indossate dagli uomini di Tricarico e portate in giro per la cittadina e nelle case.
La festa comincia al mattino, con la benedizione del prete. Subito dopo, la “mandria” festante parte scorrazzando per le strade del paese, suonando vigorosamente i campanacci.
I campanacci suonati all’unisono creano grande confusione e caos, ed è proprio questa baldoria ad animare la festa. Alla rumorosa sfilata si uniscono poi le maschere del Conte e della Contessa che rappresentano le famiglie nobili di un tempo.
Ad un certo punto la mandria si divide, e le maschere si disperdono per i vicoli, dove cominciano a bussare alle porte delle abitazioni. L’usanza vuole che gli abitanti di Tricarico aprono alle porte di mucche e tori e li lasciano entrare, offrendo loro salumi, formaggi e altre cibarie.
La domenica che precede il Carnevale vero e proprio questo rito si ripete nuovamente. In più, in questa seconda occasione, la sfilata è accompagnata da carri allegorici, tra cui Quaremma (quaresima). Dopo il giro della città, un enorme fantoccio di Carnevale viene bruciato in piazza.

“Carnevale di Tricarico sotto la neve” by bartolomeo perrotta is licensed under CC BY-NC-SA 2.0
Le serenate
Nelle giornate del Carnevale di Tricarico c’è anche l’usanza di “portare le serenate”. Il gruppo di maschere si avvicina ad alcune case dopo la mezzanotte e comincia a suonare.
I padroni di casa, prima di aprire la porta, imbandiscono la tavola e invitano i suonatori ad entrare per mangiare, ma anche per continuare a cantare e ballare.
Dopo che è stato consumato tutto, i suonatori vanno via, spesso accompagnati dallo stesso padrone di casa che si unisce al gruppo per fare visita a qualcun altro.

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