Quasi al confine con la Slovenia, in Friuli-Venezia Giulia, esiste una zona di confine forse poco conosciuta a livello nazionale, ma degna di attenzione: il Collio. Questo itinerario è dedicato a chi desidera trovare pace e relax, a chi apprezza il cibo e il vino buono e desidera immergersi in un tranquillo paesaggio tra montagne e colline. L’itinerario, pianificabile in un fine settimana, lo divideremo in due parti, lasciandoti libertà organizzativa. Lo spirito enogastronomico è sempre presente, anche se in modalità diversa nei due giorni.
1° Giorno – Cividale del Friuli e Capriva
Il Collio Friulano è un territorio collinare rinomato per essere ricoperto da vigneti e per essere anche terra di contrasti, come spesso accade alle aree di confine. Gorizia e Cividale del Friuli sono i due luoghi più conosciuti, ma in questa occasione preferiamo suggerirti anche altro, dando valore ad un itinerario enogastronomico, tra un ottimo frico, risotto con lo scolpit e un brodo abbrustolito, magari da assaporare in un piccolo paesino friulano, per poi chiudere con il dessert: la Gubana tipica di Cividale del Friuli.
Partiamo proprio da questa località, famosa per una leggenda in cui trova origine il Ponte del Diavolo (metà del 1400) sopra al Fiume Natisone, simbolo della città. La narrazione vuole che, vista la posizione e l’impeto del fiume, per la costruzione gli abitanti chiesero aiuto al diavolo, facendo con lui un patto: in cambio il popolo era pronto a dare a Satana l’anima della prima creatura che vi transitava una volta che l’opera era terminata. Finito il ponte in tempi brevissimi (la stessa leggenda narra di una sola notte di lavoro), venne fatto passare un maiale (alcune versioni parlano di un cane), il quale morì e la sua anima andò all’inferno. In questo modo gli abitanti ingannarono il Diavolo. Dal punto di vista artistico vi sono influenze longobarde, romaniche e celtiche. Per degustare vino e cibo ci sono molti posti nelle vie del centro.
Un altro paese poco distante da visitare è certamente Capriva del Friuli, non solo perché lì ha sede una delle più rinomate cantine vinicole, ma anche perché è un piccolo luogo dove è possibile vedere il Castello di Spessa, oggi struttura per eventi, cerimonie, pernottamenti e “cantina vinicola”.

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2° Giorno – Gorizia
Una capatina a Gorizia vale la pena farla. Città a misura d’uomo, con nemmeno 35 mila abitanti, vive una vita di confine. Lì, architettura religiosa, militare, industriale, civile, si mescolano per dare origine a qualcosa di inatteso. La visita alla città sicuramente richiede una giornata soprattutto se si desiderano ammirare con calma palazzi, chiese e monumenti relativi alle guerre, eventi che hanno caratterizzato l’intera area geografica circostante. Anche a Gorizia è possibile proseguire con gusto l’itinerario enogastronomico, anche se si presenta molto diverso rispetto a quello del primo giorno. Nella città si mescolano anche le tradizioni friulane, medio europee e slovene. Polenta, gulash e frittate aromatizzate alle erbe fanno da base per gustare dell’ottimo vino, come ad esempio il Collio Goriziano (bianco o rosso). Un confronto per il dolce può essere fatto scegliendo la Gubana Goriziana, simile a quella offerta a Cividale del Friuli, ma con una ricetta che potrebbe trovare qualche variazione. Se ti piace l’insalata, assaggia la Rosa Goriziana, un radicchio locale molto particolare e unico.

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