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Corfinio, la prima capitale d’Italia

In Abruzzo, in provincia dell’Aquila si trova Corfinio, la città che per un anno fu capitale d’Italia e dove fu coniata la prima moneta della Lega Italica
Lo sapevi che la prima capitale d’Italia si trova in Abruzzo, più precisamente a Corfinio, in provincia dell’Aquila? Ebbene sì, questo piccolo centro che oggi conta appena 1000 abitanti, circa 2000 anni fa è stato per un anno capitale del popolo italico e ne esistono le prove.

Corfinio sorge su un altopiano al centro della Conca Peligna, nei pressi dell’Aterno e del Sagittario. La città ha origini molto antiche e nei secoli ha avuto nomi diversi: chiamata Corfinium nell’antichità, divenne Pentima nel periodo romano e poi Valva nel medioevo.

Durante la guerra sociale tra Roma e i suoi associati, dal 91 all’88 a. C., Corfinio fu nominata capitale della Lega Italica, data la sua posizione strategica. Furono anni in cui la città si ritrovò a essere un centro molto vitale. È proprio in questo stesso periodo che qui si coniò la prima moneta con la scritta “Italia”.

La posizione di rilievo di Corfinio capitale durò solo un anno, fino a quando la Lex Iulia concesse la cittadinanza romana ai popoli confederati e la città passò sotto il controllo di Roma.

Ancora oggi, ogni anno ad agosto a Corfinio si rievoca la nascita della Lega Italica, con un evento durante il quale viene allestito il mercato storico nel borgo con rivisitazioni delle antiche botteghe che propongono la vendita, tra l’altro, di prodotti enogastronomici artigianali.

 

Cosa vedere a Corfinio

Grazie alla sua storia millenaria, Corfinio oggi rappresenta una meta molto famosa per gli amanti di archeologia. La città attuale conserva ancora l’aspetto medievale e l’abitato più antico si trova proprio dov’era la vecchia capitale.

Entrando nel centro storico, in piazza Corfinio è possibile notare una serie di case disposte a curva: queste seguono la linea della cavea dell’antico teatro romano.

Per conoscere la storia di questo borgo, questi sono i punti di interesse che vale la pena visitare:

 

  • La Concattedrale valvense di San Pelino, eretta sul luogo in cui fu martirizzato il santo e dove sorse anche un cimitero paleocristiano.

Attualmente è formata da tre corpi principali, di cui la cattedrale vera e propria e l’oratorio di Sant’Alessandro restano il blocco più antico.

La basilica, ultimata nel 1235, è stata interamente rifatta secondo il gusto barocco dopo essere stata devastata da diversi terremoti.

Concattedrale valvense

 

  • Palazzo Trippitelli ospita attualmente il Museo Civico Archeologico “Antonio De Nino”, all’interno del quale sono esposti i reperti venuti alla luce nelle campagne archeologiche di scavo condotte nella città e nel suo territorio.

L’edificio risale al XVII secolo ed è appartenuto alla famiglia Colella prima e ai Trippitelli, poi.

Palazzo Trippitelli

 

  • Al Parco Archeologico “Don Antonio Colella” è possibile ammirare reperti provenienti dalla città italica di Corfinium: resti di marciapiedi, portici, pavimenti in mosaico.

Si tratta di un tessuto urbano del II secolo prima di Cristo, mentre sono visibili anche zone come le terme e le domus del secolo successivo, quando la città fu trasformata allo stile romano.

Invece, nell’area del tempio italico, presso la strada provinciale per Pratola Peligna, si trova un santuario appartenente al I secolo.

Parco Archeologico “Don Antonio Colella

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