Alle pendici del Gran Sasso c’è un borgo diventato famoso anche fuori dai confini nazionali grazie alla produzione delle sue raffinate ceramiche
L’abbondanza di cave d’argilla nel territorio circostante, di giacimenti di silice, corsi d’acqua e faggeti, ha fatto in modo che Castelli diventasse uno dei principali centri per la produzione della ceramica in Italia.
Il borgo di poco più di 1000 abitanti si trova in Abruzzo nella provincia di Teramo, alle porte del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, sovrastato dalle imponenti cime dei Monti Camicia.
Si tratta di un piccolo ameno paesino che ha saputo fare della ceramica il suo fiore all’occhiello, accogliendo visitatori tutto l’anno, ma soprattutto esportando i propri prodotti ovunque nel mondo.
L’origine dell’arte della ceramica a Castelli
La lavorazione della ceramica a Castelli ha un’origine piuttosto lontana, favorita dalla presenza dei monaci benedettini che qui si stabilirono intorno al XV secolo.
L’argilla veniva estratta dalle cave, raffinata, sottoposta a cottura, e infine dipinta. Dal momento in cui cominciò la lavorazione della ceramica a Castelli, tutta la popolazione prese a far parte del ciclo produttivo.
Con Carlo Antonio Grue e la sua famiglia si giunse a dare una vera e propria individualità alle opere realizzate in questa parte dell’Abruzzo, una produzione che a partire dal Seicento cominciò a diventare molto richiesta nelle corti europee grazie alla raffinatezza dei suoi decori.
La ceramica di Castelli, oltre che per la creazione di vasellame e piatti, fu utilizzata anche per decorare di edifici. Un esempio è dato dalla chiesa di San Donato a Castelli, celebre per il suo originale soffitto in mattoni maiolicati.

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Cosa vedere a Castelli
Oggi Castelli brulica di botteghe artigiane in cui si fa sfoggio della maestria degli artisti locali, ognuna dei quali merita una visita.
Ma non solo. Chi decide di trascorrere una giornata nel borgo, oltre a visitare la suddetta chiesa di San Donato per ammirare le sue decorazioni in maiolica, non può perdere la chiesa di San Giovanni Battista, dove è conservata una pala d’altare, ovviamente in ceramica, realizzata da Federico Grue nel 1657.
Dalla chiesa di S. Rocco è possibile scorgere la scalinata fiorita di via Concezio Rosa che congiunge il centro storico con la parte alta della città.
Il Convento dei Minori Osservanti ospita il Museo della Ceramica, dove è possibile ammirare le opere provenienti dalle scuole dei grandi maestri e ripercorrere la storia della ceramica di Castelli dal 1500 a oggi.

“‘Love scene’ – ceramic by Carmine Gentili (1678-1763), Castelli / Abruzzo manufacture – Duca di Martina Museum at Villa Floridiana in Naples” by Carlo Raso is marked with CC PDM 1.0
