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Un nuovo itinerario in Campania

Un itinerario di tipo smart che si sviluppa nell’entroterra campano, a sud di Napoli e nella provincia di Salerno fino alla zona del Cilento. Tre giorni in cui è possibile vedere spettacoli unici e fenomeni che rimarranno ben impressi nella mente. La fotocamera è assolutamente da portare e da utilizzare per immortalare la natura che si presenta in forma incredibilmente “selvaggia” e storica.

 

1° Giorno – Visita alle Grotte di Pertosa

Le uniche grotte italiane navigabili sono proprio quelle di Pertosa, grazie ad un fiume sotterraneo che consente la navigazione, peraltro molto suggestiva. Inoltre, al loro interno, si può ammirare una buona parte di un villaggio palafittico risalente a oltre duemila anni a.C. Il consiglio è di scegliere il tour in barca. Le grotte sono molto vaste e si trovano al di sotto di Auletta e Polla, due paesi dell’entroterra salernitano. Stalattiti e stalagmiti sono la testimonianza di depositi calcarei di migliaia di anni e attirano le visite turistiche in maniera numerosa. L’ingresso in barca è speciale e in grado di sorprendere, dato che tutto è mosso da una fune metallica. Le Grotte di Pertosa hanno avuto grande evoluzione nel tempo e oggi l’intera area è attrezzata per accogliere le visite delle persone, anche in occasione di spettacoli ed eventi che avranno sede proprio nell’impareggiabile scenario delle grotte, ovvero un teatro naturale e unico, dove giochi di luce e suoni creeranno una magica atmosfera. I percorsi interni sono diversi e tutti gratificanti non solo per chi apprezza la speleologia, ma anche per chi desidera soddisfare la curiosità e le proprie conoscenze storiche. Le grotte sono raggiungibili facilmente in auto, a poca distanza dall’uscita di Polla sulla Autostrada Salerno – Reggio Calabria. Il consiglio, ora, è di dirigersi già verso Ascea, a meno che non vi sia la possibilità di assistere ad un evento o ad uno spettacolo serale nelle grotte.

Grotte di Pertosa
“Grotte-di-Pertosa” by Radio Alfa is licensed under CC BY-NC-SA 2.0

 

2° Giorno – Parco archeologico Elea Velia

Ad Ascea di trova il parco archeologico Elea Velia, un sito che nasce diversi anni avanti Cristo e che ha la particolarità di avere grande attrazione culturale. Sicuramente da vedere è la Porta Rosa, una struttura monumentale che collegava due zone della città, ma che al tempo stesso era pure un viadotto. L’ingresso al parco è a pagamento (una cifra simbolica) e permette di visitare l’intera area, passeggiando in tranquillità tra resti archeologici e natura. L’origine degli scavi è greca e, nonostante il polo archeologico in questione non sia particolarmente conosciuto, vale la pena trascorrerci una giornata di relax, immergendosi nella cultura e nella storia. All’interno si può scegliere di camminare molto e tenere una buona andatura da trekking, la cui meta deve essere l’acropoli, ovvero la parte alta del luogo, fino alla Torre di Velia. Gli edifici presenti sono davvero molti. Prima di sera è meglio andare verso Felitto per pernottare ed essere pronti al mattino.

Parco archeologico Elea Velia
“Ascea (SA), 2008, Parco Archeologico di Elea – Velia.” by Fiore S. Barbato is licensed under CC BY-SA 2.0

 

3° Giorno – Bocche del Calore a Felitto

Le Bocche del Calore (o Gole del Calore) rappresentano uno tra i paesaggi più incantevoli e pittoreschi della Campania, sia per lo scenario che per la presenza di una natura che ancora la fa da padrona. Il luogo si trova in fondo ad una vallata piuttosto profonda e accentuata in un ambiente “grezzo”, selvaggio, ma ancora mantenuto integro e naturale. Il fiume offre diversi spunti per riprese fotografiche ma anche per attività: canoa, torrentismo, escursioni in pedalò nei tratti molto calmi e pacati del fiume, andando a percorrere segmenti tra rocce, insenature e piacevoli scorci. L’intera area è protetta e si accede da un caratteristico ponte medievale situato nella località Felitto. Visitando le Gole del Calore avvertirai silenzio, pace, tranquillità, sensazioni difficilmente ripetibili altrove. Felitto, poi, è un borgo medievale meritevole di visita, tra le sue tredici torri antiche e le sue strade che raccontano la storia del medioevo.

Bocche del Calore a Felitto
“Felitto (SA), 1995, Gole del fiume Calore: il lago Remolino e i ruderi degli impianti idroelettrici.” by Fiore S. Barbato is licensed under CC BY-SA 2.0

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