Tipiche del Mediterraneo, le domus de janas sono diffuse soprattutto in Sardegna. Sono tombe preistoriche scavate nella roccia, misteriose ed antichissime.
Talvolta isolate, talvolta in raggruppamenti che raggiungono anche le 40 unità, sono state costruite tra il Neolitico e l’Età del Bronzo antico. E, il loro nome, significa “casa delle fate”.
In realtà, la loro storia non la si conosce con certezza. E, oltre alle 2.400 portate alla luce, ce ne sono molte altre non ancora scavate.
La storia delle domus de janas
Collegate tra loro a formare delle gigantesche necropoli, le domus de janas (che i sardi chiamano anche forrus o forreddus) si pensa siano state costruite tra a il IV e il III millennio a.C. Le si attribuisce infatti agli Ozieri, un popolo venuto dal mare, dedito all’agricoltura, laborioso e pacifico. La loro provenienza, in realtà, resta un mistero. Così come la sua religione, che si fa risalire alle isole Cicladi e che si basava sull’adorazione del Sole e del Toro (simbolo della forza dell’uomo), della Luna e della Madre Mediterranea (simbolo di fertilità).
Perché, sebbene presenti in molti luoghi del Mediterraneo, le domus de janas in Sardegna sono uniche? Perché la loro lavorazione è straordinariamente accurata, e sono costruite su modello delle “case dei vivi”. Così, visitandole, si può immaginare come si viveva nella Sardegna antichissima. Il defunto, infatti, veniva portato dalla sua casa in vita alla casa per l’eternità, che con la prima doveva avere una certa continuità. Il corpo veniva messo in una posizione fetale, dipinto con ocra rossa, e lì vicino venivano posizionati oggetti della sua vita quotidiana oltre che del cibo per quell’ultimo “viaggio”.
Tuttavia, l’usanza funebre di quel tempo non la si conosce in profondità. I corredi venivano rimossi per far spazio ad altre sepolture, e non si sa se – effettivamente – ogni domus de janas era utilizzata per un solo nucleo familiare o per la “collettività”.

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Come visitare le domus de janas
Sono diversi i luoghi in Sardegna in cui è possibile visitare le domus de janas. Le più “ricche” si trovano vicino ad Alghero: il complesso ipogeico di Anghelu Ruju è la più grande necropoli della Sardegna prenuragica. Scoperta nel 1903, vanta 38 ipogei in due gruppi (uno da 7 e uno da 31).
Ma ci sono anche interessanti ipogei a Villaperuccio (complesso di Montessu), Bonorva (complesso di Sant’Andrea Priu) e a Villanova Monteleone (complesso di Puttu Codinu). In realtà, l’intera regione è ricca di domus de janas. Alcune di esse sono ancora interrate, altre sorgono in siti privati. Sempre, vederle è un salto nella storia e nel mistero.

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